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martedì 19 maggio 2020

icona russa raffigurante San Nicola

L'antica Icona è, solo in ultima analisi, anche una straordinaria opera d'arte ma è innanzitutto un'altra cosa: la traduzione in immagine della Parola scritta o tramandata.
La "vera" icona è solo antica e taumaturgica pertanto essa è rappresentativa e non semplicemente raffigurativa dell'evento che descrive. Un grave errore che spesso si commette è quello di approcciarsi a lei con lo stesso occhio che siamo soliti usare per leggere l'arte che conosciamo.
Per poterla apprezzare pienamente è necessario porsi di fronte ad essa con la consapevolezza che bisogna andare oltre e "leggerla" più approfonditamente, solo così si può coglierne il profondo significato e fruire della sua inusuale bellezza.
L'icona russa è una delle più grandi manifestazioni dell'arte mondiale e la sua riscoperta è senza dubbio la più sensazionale rivelazione in campo artistico del XX secolo.
Quest'arte, che ha conservato tutta la sua energia interiore, rappresenta un fenomeno unico nella storia della pittura. Costretti a scegliere i loro soggetti in un campo limitato, anche se molto vasto, gli antichi iconografi ci hanno lasciato preziose opere di una bellezza tutta penetrata di un profondo significato.
Le osservazioni relative al carattere artisticamente insolito delle raffigurazioni iconografiche nascono dall'incomprensione dei fondamenti stessi dell'icona: le icone sono "libri scritti non con lettere dell'alfabeto ma raffiguranti persone ed avvenimenti". Queste raffigurazioni non sono realistiche ma simboliche, in quanto memoria delle grandi imprese di Dio e dei suoi santi; esse raccontano le supreme verità della fede cristiana e fissano questi avvenimenti nel loro senso e significato sovratemporale.
Tutte le antiche icone sono taumaturgiche (miracolose) perché venivano dipinte nella preghiera, secondo le regole della Chiesa, rispettando la tradizione riconosciuta e non l'arbitrio individuale, anche se l'individualità dell'artista, intesa come originalità di maniera pittorica e grado di straordinaria maestria artistica, si riflettono nell'opera. Un'immagine destinata ad essere venerata non può essere concepita nello stesso modo di un quadro il cui fine è quello di procurare un piacere estetico. Unito al profondo valore religioso, le antiche icone riflettono le sofferenze e le gesta di un popolo, legate a specifici fenomeni e avvenimenti storici, rivelandone il mondo interiore, la purezza e la nobiltà d'animo.

martedì 10 dicembre 2019

Posacenere in vetro di Murano verde sfaccettato di Flavio Poli, Italia, anni '50



Nel 1929 Flavio Poli collaborava con la ditta I.V.A.M. (Industrie Vetraie Artistiche Murano) - della quale era socio Libero Vitali - e disegnava figure, da realizzare in vetro massiccio. Poli fu il primo ad affrontare, a Murano, il tema del nudo femminile: nella Compostiera del 1929-30, disegnò un busto femminile centrale, con funzione di presa.
Per la Compagnia di Venezia e Murano ideò animali massicci e per la vetreria artistica Mario e Lino Nason creò figure, in collaborazione con l'incisore Gino Francesconi. Collaborò anche con l'antica vetreria Pauly & C. - Compagnia Venezia Murano.
I suoi disegni erano eseguiti in vetro da vetrai professionisti, tra cui Francesco Martinuzzi e Italo Nason, che realizzò la serie di sculture Pudore, in puro stile Novecento, traendole ognuna da un'unica massa di vetro trasparente, bianco o ambrato. Uno di questi nudi femminili appartenne alla collezione di Duilio Cambellotti e fu esposto alla Biennale di Monza del 1930 e alla Mostra delle Arti decorative di Amsterdam del 1931. La raccolta di Arti Applicate del Castello Sforzesco di Milano possiede due sculture di questa serie che provengono dalla collezione di Ugo Nebbia.
La I.V.A.M. nel 1934 si associò alla Barovier Seguso & Ferro e nel 1937 prese il nome di Seguso Vetri d'Arte: da antica fucina di famiglia diventava così una vera azienda, soprattutto a partire dal 1934, quando Flavio Poli ne assunse la direzione artistica, divenendone anche socio nel 1937. Flavio Poli progettò per la Seguso Vetri d'Arte vasi massicci di largo spessore, sculture e lampade.

lunedì 9 dicembre 2019

Trench Art su bussolotto da 30 mm AFV 003RG97

L'arte della trincea è qualsiasi oggetto decorativo realizzato da soldati, prigionieri di guerra o civili cui la fabbricazione è direttamente collegata al conflitto armato o alle sue conseguenze. Offre uno spaccato non solo dei loro sentimenti ed emozioni sulla guerra, ma anche dei loro dintorni e dei materiali che avevano a loro disposizione. 
Non limitato alle guerre mondiali, la storia dell'arte della trincea abbraccia i conflitti dalle guerre napoleoniche ai giorni nostri. Sebbene la pratica sia fiorita durante la prima guerra mondiale, il termine "arte della trincea" è anche usato per descrivere i souvenir fabbricati dal personale di servizio durante la seconda guerra mondiale. Alcuni oggetti fabbricati da soldati, prigionieri di guerra o civili durante i conflitti precedenti sono stati descritti retrospettivamente come arte della trincea.